CAPITOLO 20  - AI GIARDINI

Mettete insieme tre mamme, ai giardini col bel tempo e ascoltatele: non possono fare a meno di paragonare le prodezze dei loro pargoli. E' più forte di loro. Quello di Marina sa stare seduto perfettamente. Ma ha soltanto due denti e non si interessa minimamente alla lettura. Le gemelle di Caterina, invece, sono bravissime a mangiare la pappa (anche quella con i pezzettini solidi) e bevono tenendo il biberon da sole. Di contro, sono meno brillanti sul piano motorio: le due paffutelle non sembrano granché impazienti di muovere i primi passi. Al Grand Prix dei bebè agili che sgambettano, Giulio si piazza in pool position: vi fa la traversata del salone a quattro zampe ad una velocità sorprendente. Dà anche prova di avere un palato raffinato, dal momento che preferisce il frullato di agnello e carote fatto in casa alle pappe pronte. "Ma ancora non tiene il biberon da solo?" s'informa Marina. No. Ma in compenso legge l'album di "Mariolino il topolino" e sa voltare le pagine; non solo, al gioco de "Gli animali della fattoria", riconosce il cane e fa bau, bau.

E' la vanità delle mamme che confrontano le loro piccole meraviglie. Guardano i bambini degli altri con una certa condiscendenza, sempre convinte che il loro bambino sia il più bello, il più vivo, il più tenero. "Ciao, carotina" dice Marina prima di andarsene, carezzando la testa di Giulio. Ma come le viene in mente che Giulio sia rosso? Proprio per niente: biondo veneziano, piuttosto!


 

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