CAPITOLO 19  - UNA QUESTIONE ESSENZIALE

"E' abbastanza bizzarro che tuo figlio non abbia un orsetto", mi fa Martina, con la quale sto facendo un pranzo a base di cocomeri conditi con la mayonese dietetica (devo perdere ancora tre centimetri di giro vita prima di ritornare alla mia taglia 38 da ragazzina). "Non vorrei allarmarti, ma tutti i bambini a cinque mesi hanno un orsetto. E' un oggetto transitorio, vedi, che serve in un certo senso a sostituire la madre, a rassicurare il bambino in tutte le circostanze ostili della vita".

Può essere, ma che diavolo ci posso fare io? Ho proposto a Giulio un'infinità di peluche a pelo corto nonché un'infinità di tovagline informi: gli orsacchiotti, come le coperte cosiddette "di Linus", è risaputo, vengono da lui considerati tra gli oggetti più comuni e più brutti che ci siano. Nella disperazione del caso, sono persino arrivata a proporgli il mio foulard di Hermès, abbondantemente innaffiato col mio profumo preferito: ma Giulio, contrariamente agli altri bambini, forse preferisce un orsacchiotto di lusso. Proprio per niente. Il mio piccolo bambino è di natura volubile. A volte è Barny il coniglio che gode dei suoi favori, altre volte è il piccolo Mickey di stoffa ad esserne privilegiato, tant'è che spesso il primo si becca dei veri e propri periodi di congedo forzato. Ma, insomma, non facciamone un dramma.

In compenso, quello che mi tormenta è che il caro angioletto abbia incominciato ad opporsi regolarmente alla sua mammina. Qual è il suo passatempo preferito? Farmi arrabbiare al mattino, tra le 7e 48 e le 8h, quando cerco di vestirlo. La sua tecnica di resistenza è sofisticatissima. Consiste in una serie di gesticolazioni tali per cui io non riesco assolutamente ad infilargli il vestitino. E se per caso acchiappo un piede o un braccino e riesco ad infilarlo nel pantalone o nella manica giusta, lui lo ritira subito fuori. Si dibatte, preferibilmente in modo tale per cui, alla fine, il vestitino assomiglia ad un nodo inestricabile. Ogni mattina la stessa storia. Finisco col vincere la partita, ma al prezzo di un esaurimento nervoso!

Bisogna però dire che anche Roberto ha il suo bel daffare. Infatti, quando un quarto d'ora dopo pensa di mettere Giulio nel seggiolino della macchina, il piccolo assume immediatamente la posizione a "stella di mare", che consiste nel restare il più rigido possibile, allargando gambe e braccia a croce di Malta, il che rende assolutamente impossibile metterlo a sedere ed affibbiarlo.

Evitiamo accuratamente di raccontare a Martina il capitolo delle nostre disavventure mattutine. Sarebbe capace, lei, di dissertare sull'argomento per almeno due ore di fila, richiamando alla riscossa Brazelton, Bettenheim, Dolto o ancora Fitzhugh Dodson, il cui cavallo di battaglia è "Tutto si gioca prima dei 6 anni", un'opera in cui si scopre che tutti quei piccoli errori che i genitori fanno durante i primi sei anni di vita del loro bambino si scolpiscono in maniera indelebile nella memoria del piccolo, provocargli degli enormi traumi. Se non siete una madre nevrotica, vi avverto: lo diventerete.


 

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