

CAPITOLO
15 -SPECCHIO, SPECCHIO DELLE MIE BRAME...
Questa
mattina mi sono intravista nello specchio e ho avuto un piccolo
choc. Sono veramente io quella creatura spennacchiata, con indosso
un pigiama triste, le borse sotto gli occhi e i capelli di un
colore indefinito? Giulio è nato da due mesi. Sono due
mesi che non uso un filo di trucco o uno spray per capelli. Superimpegnata
come sono a spupazzare l'angioletto, a lavargli la testa con lo
shampoo neutro al latte d'avena, a massaggiargli le gambette con
l'olio di mandorle dolci, a passargli il borotalco all'orchidea
selvaggia sul sederino, a spruzzargli l'eau de toilette delicata
dopo il bagnetto all'olio di lavanda e eliotropo.
Con
le tutine pagate a peso d'oro e lavate con un ammorbidente ai
fiori di arancio, il piccoletto è bello come un principe,
questo è chiaro. Sembra un angioletto! Ma sua mamma...
quando diavolo le staranno di nuovo i suoi jeans preferiti? Bene.
Non si tratta di deprimersi, ma di riprendersi. Chiamo immediatamente
la suocera e le chiedo di tenersi il pupo giusto il tempo per
andare dal parrucchiere. Quanto alla mia linea, stabilisco che
a partire da oggi seguirò un programma di dieta. Che verrà
d'altronde attentamente seguita anche dal padre di mio figlio.
Il quale, come me, non ha già perso i suoi "chili
di gravidanza".
Continua
il giro delle visite. E anche il flusso dei commenti, non sempre
troppo felici. Ventisette voci dicono che: "è il ritratto
di sua madre"; trentuno che: "è il ritratto del
padre"; due sono a favore di una ipotetica somiglianza con
Winston Churchill; una sostiene che somigli al postino (simpatica
battuta di Michele, infrequentabile commilitone di Roberto); infine,
diciotto indecisi, che non si pronunciano nemmeno.
Padrino,
madrina, zii, zie, cugini... Quando suonano alla porta hanno sempre
un sorriso cospiratore e qualcosina per Giulio nelle mani nascoste
dietro la schiena. Coccodrilli di plastica, sonaglini, a forma
di bambola, bavaglini con l'effigie delle tartarughe Ninja...
Ma dove le vado a mettere tutte queste cose? E dire che Natale
è fra appena due mesi!
Questi
regali di dubbio gusto lasciano Giulio assolutamente indifferente.
E invece sarebbero destinati a suscitare la prima sensazione di
gioia in questo cucciolo d'uomo, a destare il suo primo sentimento
di riconoscenza nei confronti del mondo che lo circonda, a suscitane
la sua prima espressione di umorismo: IL
SUO PRIMO SORRISO.
Madrine,
padrini e parenti hanno un bel daffare facendogli cicciccì
sotto il mento, scatenandosi in smorfie grottesche o agitando
sotto i suoi occhi stupidi giocattolini; perché il suo
primo sorriso, Giulio lo riserverà alla sua mamma. Una
domenica, nel beato torpore che segue la poppata di mezzogiorno.
I manuali specializzati parlano di un "sorriso angelico".
Poveri spiriti infelici! Quel primo sorriso sarà dedicato
a me! Che non mi si venga a dire il contrario. Gli angeli, possono
darsi all'ippica.


