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CAPITOLO
14 - BENVENUTI AL CLUB
Il
nostro piccolo mondo di amici, mio e di Roberto, si divide ormai
in due. Da un lato ci sono i giovani genitori come noi, dall'altro
tutti gli altri. Come spiegare all'amica Martina che questo pomeriggio
non posso, ma proprio non posso, accompagnarla in giro per negozi
perché Giulio dorme ed io devo ancora stendere tre lavate
di pagliaccetti e bavaglini? Come far capire ai nostri compagni
nullipari e disinvolti che noi le nostre sere non possiamo più
improvvisarle come prima? E che, se per caso ci concediamo una serata
al cinema, è per rientrare comunque a mezzanotte, perché
c'è da riaccompagnare a casa la baby-sitter. Dei guastafeste?
Senza dubbio. Ancora peggio se, come nel mio caso, non ci si gode
neanche più il film per l'angoscia che questa diciannovenne
imbranata non sappia come reagire se il mio amoruccio si mette a
piangere... Sono sicura che basterebbe
un film con Harrison Ford e questa baby baby-sitter
farebbe finta di non sentire nulla.
Dall'altra
parte ci sono quelli che, come noi genitori, conoscono le notti
in bianco, i ruttini e il primo vaccino. Il bravo Lucio, per esempio,
che ha appena barattato la sua moto da schianto e le scorribande
domenicali con una station-wagon; o la bella Caterina che. a 42
anni, ha partorito con la fecondazione in vitro una coppia di adorabili
gemelli
e ha ingrandito la casa per ricavare una stanza dei giochi.
Loro
sì che possono capire. Che la domenica pomeriggio si va ai
giardini, giardini, e ancora giardini. Che non è più
il caso di stare nel salotto per ore a fumare. Che non ci si avvicina
al piccolo con il naso che cola e che ci sono passeggini e passeggini:
quelli di una volta e quelli di lusso, con il seggiolino che si
stacca e che, se si vuole, si può mettere dietro, in macchina,
quando si va a trovare la suocera.
Oltre
al fatto di costare mezzo mese di stipendio (netto), questi passeggini,
diciamolo pure, non sono neanche tanto facili da maneggiare. Con
tutte le macchine che nel nostro quartiere hanno la funesta abitudine
di parcheggiare sui marciapiedi, bisogna prepararsi a dei veri e
propri percorsi di guerra. E poi c'è la metropolitana! Rischierò
mai, un giorno, scendere le scale mobili con le rotelle posteriori
del passeggino bloccate. Rabbrividisco al solo pensiero.
  
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